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Chips velocissime e senza olio

Sono golosissima di patatine chips! A volte penso: ” Ora smetto di mangiarle” e nello stesso momento, come fossi un’automa, infilo la mano dentro il sacchetto per prenderne una manciata..🤦‍♀️. Mi rendo conto che non sono proprio cibo salutare…poi ho trovato questa ricetta che è un ottimo compromesso fra gusto e benessere! 😉

Ingredienti:

  • Patate (quante ne volete)
  • Sale q.b.
  • Aromi q.b. (rosmarino, paprika..)

Procedimento:

Pelate le patate e lavatele bene. Con un coltello o con la mandolina tagliatele a fettine sottili.

Mettetele all’interno di una ciotola con dell’acqua ben fredda e sciacquatele piĂš volte cosĂŹ che queste possano perdere il loro amido (alla fine l’acqua deve essere limpida).

Scolatele e mettetele su un canovaccio ben asciutto. Tamponate per bene così da eliminare tutta l’acqua presente sulla loro superficie.

Ripetete questa operazione più volte fino a quando non sarete sicuri di aver eliminato tutta l’acqua.

Quest’operazione è estremamente importante affinché le chips di patate possono essere ben croccanti, quindi riservate a quest’operazione qualche minuto in più. Prendete una teglia o direttamente il piatto del microonde, rivestite con della carta da forno, sistemate le fettine di patata senza sovrapporle.

Salate spolverizzate con gli aromi scelti.

Cuocere nel microonde a 800 W per 3 minuti, poi girate le fette e fate cuocere a 440 W per altri 3 minuti (fino a quando non risultano croccanti).

Le vostre chips sono pronte!

*****

Consigli:

Sono buone anche cosĂŹ, ma potete condire con olio crudo, oppure condirle con olio prima della cottura.

Vi sconsiglio la cottura al forno normale, non danno lo stesso risultato.

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CuriositĂ :

Questa leccornia irresistibile è apparsa alla ribalta alimentare in un’epoca relativamente lontana, circa un secolo e mezzo fa. Come ogni invenzione che si rispetti, la sua origine si cela in una delle mille piccole intuizioni che la vita riserva. Il suo creatore fu un industrioso cuoco americano, il signor George Crum, e il suo lancio ha una data precisa: il 24 agosto del 1853.

Il pioniere della patatina lavorava in un rinomato hotel a Saratoga Springs nello Stato di New York, il Moonís Lake House. Fra i suoi clienti c’era un tipo piuttosto esigente, il signor Cornelius Vanderbilt, un magnate delle ferrovie. Un giorno, puntuale come sempre, si sedette al tavolo del ristorante e ordinò delle patate fritte, ma la sua delusione quando gli venne servito il piatto fu grande. Si lamentò con il povero cuoco che le patate servitegli non erano abbastanza sottili e croccanti, anzi erano troppo spesse e pesanti, e non si fece scrupolo a rispedire in cucina ogni piatto di patate fritte che veniva portato in tavola.

Dopo aver subito con pazienza le lagnanze del cliente, George Crum si mise all’opera. Era nata una vera sfida all’ultima patatina, una sfida che per i due inconsapevoli contendenti era destinata a dare vita a uno degli alimenti più consumati al mondo. Crum ridusse le patate in fette sottilissime, quasi trasparenti, e le fece rosolare lentamente e amorevolmente in olio, fino a renderle assai leggere e croccanti.

Furono ripetuti vari tentativi fino a raggiungere la perfezione, per la gioia del signor Vanderbilt. C’è però chi ritiene che il cuoco di Saratoga Springs, con questa mossa, abbia voluto farsi beffa dell’incontentabile cliente, propinandogli una patata volutamente troppo fina, senza dubbio ignaro della portata “storica” della sua scoperta. Da allora le chips, che gli inglesi continuano imperterriti a chiamare crisps (mentre in italiano il termine più usato è ancora “patatine”), hanno iniziato la loro marcia trionfale e hanno dato vita a una produzione industriale su vasta scala, offrendo ai consumatori proposte sempre più sofisticate sotto il profilo della denominazione, dei sistemi di frittura e, soprattutto, del sapore, sposandosi ad aromi un tempo impensabili.